Temperature invernali ma integrazione 365 giorni l’anno!

Senza quasi accorgersene siamo ormai approdati all’inverno, le temperature sanno di freddo, che fa brillare gli occhi e frizzare le parti di volto che rimangono scoperte, le lunghe giornate di sole sono ormai lontane anche se da anno nuovo pian piano cominceranno a tornare più lunghe. La mia corsa rallenta, non si ferma, ma cambia. Ho meno voglia di gareggiare, forse, ma più voglia di correre ascoltando il mio respiro, il ritmo dei miei passi, il battito rallentato, ma che dà un ritmo tipico di questa stagione, in cui amo allenarmi senza tempo. Una volta rientrato a casa dopo ore e chilometri passati al freddo, magari sotto la pioggia fine, o dentro una coltre di fitta nebbia, ho voglia di qualcosa di caldo, magari una zuppa, un minestrone, un piatto di verdure di stagione a foglia, oppure di legumi. È come se il mio metabolismo, abituato ad una simbiosi con la natura, si adeguasse completamente alla stagione, ricercandone odori, colori, sapori, in tavola così come nella   quotidianità. Questo periodo “lento” mi piace davvero molto, perché se quando ero bambino lo vedevo come la stagione delle piogge e del freddo dove uscire non era sempre possibile (ricordo ancora gli ammonimenti “Non uscire sotto l’acqua che ti ammali”), adesso la vedo come la stagione in cui mi godo di più i momenti rallentati.

Lunghi e lenti, questi sono gli allenamenti più tipici della stagione, correre senza guardare troppo il ritmo e forse neanche i km, semplicemente conto il tempo, in ore, che sto fuori. Solo o con i gruppi dei miei atleti, tra boschi silenziosi e campagne brinate alle volte ghiacciate. Le avventure nella stagione fredda hanno un’organizzazione speciale, già partendo dall’ equipaggiamento: maglietta di ricambio, doppi guanti caldi ed impermeabili, termica, ramponcini per il ghiaccio, scaldacollo e sicuramente qualcosa di calorico in più da mangiare durante lo sforzo.  Qualche giorno fa una di quelle avventure che non si possono dimenticare. Sono partito con la frontale in testa (alle 6 del mattino in questo periodo sembra sempre di essere inoltrarti nella notte) la temperatura di poco sotto lo zero sembrava aver cristallizzato tutto, mi godo il silenzio ovattato e lo scricchiolio del ghiaccio sotto i miei piedi. Dopo circa 45’ di corsa sono al punto di incontro con i miei atleti, subito ripartiamo attraversando zone di campagna mentre il cielo si va via via schiarendo di una alba tra il rosa e l’arancione, che subito da risposta ai vari “chi me lo ha fatto fare di alzarmi così presto?”. Passano i km, dalla campagna alle prime salite che ci porteranno alle cime di oggi, dai campi ghiacciati alla neve schiacciata sotto i nostri passi e ancora di più ammucchiata ai lati dei sentieri. Salendo verso la cima si scalda non solo la temperatura dell’ambiente, ma di più la nostra, non c’è modo migliore per scaldarsi che un’inesorabile e lunga salita. Non sono ancora le 10 quando arriviamo agli oltre 1300metri della cima più alta di giornata, il sole rimarrà basso ma l’effetto che fa illuminando le zone sottostanti che dalla cima degradano alle campagne è veramente pazzesca, tutta la fatica, non avevo dubbi, ne valeva la pena!

Per il rientro, con attenzione, indossiamo i ramponcini, che sono poi il corrispettivo delle catene da neve da auto per noi che corriamo, così la discesa diventa innanzitutto sicura ed anche ovviamente divertente! Quasi sei ore per salire e scendere da due cime, poco più di 30km con 2000metri di dislivello positivo, ma ciò che conta sono quelle sensazioni provate, le emozioni ed il minutaggio sulle gambe. Rientrando a casa il pensiero si divide, tra il desiderio di una doccia calda e quello di integrazione per il mio corpo sottoposto a forte stress e dispendio calorico ed energetico! Come sapete, evito di comprare frutta e verdura non di stagione, sempre presenti sui banchi dei supermercati: non è ciò che fa bene al nostro organismo. Mai comprerei in questa stagione pomodori, fragole o lamponi, così giusto per fare un esempio.

Quel che è certo è che l’apporto di vitamine e minerali di frutta e verdura delle stagioni calde non può comunque mancare, perciò ho trovato la soluzione ottimale per il mio fisico e per la mia professione: compenso con le capsule Premium di Juice Plus+, mio alleato quotidiano ogni giorno dell’anno, a prescindere dalla stagione. Che sia per potenziare l’apporto dei nutrienti tipici del cibo estivo, o per compensare alle carenze in altri periodi dell’anno, le capsule Premium non mancano mai al mio fianco. Frutta, verdura e bacche, racchiuse in capsule trasparenti che sembrano lasciar intravedere il colore ed il sapore di quelle stagioni ora lontane. Non c’è giorno in cui la mia colazione non le comprenda, perché nel mio andare lento, ma pur sempre di corsa, c’è un consumo costante di vitamine e minerali che voglio integrare, non solo con ciò che la stagione mi offre, ma anche con le preziosità delle stagioni lontane.