Ai nastri di partenza: pronto a rivivere emozioni fortissime

Ci siamo.
Domani sarò ai nastri di partenza di una delle gare più impegnative a cui abbia mai deciso di partecipare. La PTL, la più lunga delle gare del circuito dell’UTMB.
La partenza è prevista alle 8 del mattino di martedì 26 agosto, a Chamonix.

Petite trotte à Léon: di cosa si tratta

In cosa consiste questa gara? E come mi sono preparato?
La PTL è una gara che copre una distanza di 300 km circa, da percorrere in totale autonomia, con 30.000 metri di dislivello positivo, per la quale si ha a disposizione un tempo massimo di 152 ore e 30 minuti.
Si parte e si arriva a Chamonix, compiendo un giro del Monte Bianco in versione estesa. Ogni anno il percorso varia e quest’anno buona parte del tracciato sarà sul territorio svizzero.

In questa competizione non c’è una classifica, ma verranno premiati con una campana tutti coloro che porteranno a termine la gara entro il tempo previsto.
Io partecipo con Veronica e Sergio, 2 atleti che si allenano spesso con me: di noi 3 almeno 2 dovranno arrivare al traguardo, altrimenti verremo squalificati.
La difficoltà principale della gara è che si svolge in totale autonomia e ognuno deve portare con sé tutto il necessario, oltre a doversi orientare con bussola, GPS e cartine; ci sono soltanto 2 basi vita nei quali è possibile farsi consegnare vestiti, materiale o scarpe di ricambio e nessun altro tipo di assistenza.

PTL

Preparazione, attrezzatura e abbigliamento

Per la PTL mi sono allenato con diversi lunghi, quel tipo di allenamento durante il quale si “macinano” tanti km, fondamentali per arrivare con un’ottima condizione atletica.
Ho anche approfittato delle vacanze per fare molte escursioni con mio figlio Ulisse nello zaino, che pesa quasi 14 kg, ed è stato un ottimo aiutante per testare il peso che mi dovrò portare sulle spalle. In queste settimane ho abolito il passeggino e preferito lo zaino, unendo così l’utile al dilettevole.
Infatti la difficoltà maggiore di questa gara è proprio quella di portare tutta l’attrezzatura in autonomia. Non sono abituato a correre con tanto peso: negli Ultra-Trail, anche se molto lunghi, i punti vita sono ravvicinati (ogni 10-20 km); nella PTL ce ne sarà uno sono ogni 80-100 km e bisogna essere pronti a qualsiasi cambiamento climatico o imprevisto che si incontri lungo il percorso.

L’abbigliamento e l’attrezzatura diventa quindi di vitale importanza. Ecco come mi sono organizzato.
Partiamo dallo zaino: è un 25 litri della Ultimate Direction che mi permetterà di avere materiale e cibo per i 60-70 km giornalieri. Di solito utilizzo uno zaino da Trail da 10-12 litri, ma ho scelto una via di mezzo, non potendomi permettere uno zaino da Trekking da 50 o 60 litri: peserebbe troppo e non potrei fare così tanti km al giorno.

Il vestiario invece sarà inevitabilmente a strati perché la quota varierà sempre e a 3.000 metri di altitudine si può trovare molto caldo e poco dopo può piovere o addirittura nevicare.
Nello specifico avrò con me guscio e pantalone in Gore-Tex, un piumino, un pantalone pesante, un pantaloncino corto, una maglia termica lunga e una corta, un poncho, 2 fasce termiche Buff, un paio di guanti in Gore-Tex e uno in pile e dei bastoncini rigidi, molto più resistenti di quelli pieghevoli e sui quali faccio molto affidamento. Gli indumenti di ricambio li imbusterò singolarmente in sacche impermeabili, in modo che rimangano sempre asciutti, in qualsiasi condizione atmosferica.

Inoltre porterò con me quasi 2 kg di batterie e schede usb di scorta per il GPS, oltre ai soliti occhiali fotocromatici, alla pila frontale da 700 lumen, ad un chip per essere localizzati in qualsiasi momento. Infine un kit di pronto soccorso e i ramponi sono obbligatori, non solo per il ghiaccio, ma anche da utilizzare nei pendii molto ripidi nel caso sia presente erba scivolosa o terreno insidioso.
Ciao

PTL