Non ci sono più le mezze stagioni!
Questo detto popolare sembra stia diventando la verità assoluta di questa primavera che tarda ad arrivare.

Probabilmente il clima “pazzerello” che sta caratterizzando il mese di maggio ci traghetterà direttamente verso un’estate rovente e assolata. Le stagioni non sembrano più quattro e le stranezze climatiche ci stanno abituando a inverni con 20 gradi e primavere più simili all’autunno. È evidentemente un segnale che la nostra Terra sta subendo un brusco cambiamento, che sta influendo sulla vita di tutti gli esseri viventi.

L’uomo sta contribuendo, con comportamenti poco “ecologici”, e assolutamente non lungimiranti, allo stravolgimento della flora e della fauna del suo stesso pianeta. Troppo di sovente, infatti, lo si “strapazza” al punto da creare danni irreparabili: tutto ciò, per chi come me ama e rispetta profondamente la natura, è inaccettabile.

Vivere in natura significa innanzitutto esserle devoto. Ogni qualvolta mi trovo a correre immerso nel verde mi chiedo cosa posso fare io, in primis, per cercare di invertire la rotta. Corro e la osservo, la rispetto, me ne prendo cura. E non importa che sia caldo o freddo, che piova o che ci sia il sole, che io stia calpestando sabbia o neve. L’unica cosa che conta, per me, è sentirmi parte di essa.
Outdoor è sempre Outdoor e a venirmi in aiuto sono i materiali, sempre più tecnici e sempre più idonei a questo “non ci sono più le mezze stagioni”.
Da solo o in gruppo, di giorno o di notte, vivo montagne, colline e pianure per quello che la natura e il meteo vogliono offrirmi. Forse potremmo finalmente avere la consapevolezza che le stagioni potrebbero tornare ad essere quelle di una volta se tutti utilizzassimo un po’ di più i nostri piedi anziché la nostra auto!