Una gara fuori dai miei soliti schemi

Ho partecipato alla mia prima StrongmanRun, una gara insolita perché fuori dai soliti schemi di Ultra Trail. Solitamente sono abituato a percorrere sentieri d’alta quota nel silenzio della natura e in pieno contatto con essa; questa gara, invece, aveva tutt’altra “conformazione”. Sono stati 20Km cittadini tra le urla di un pubblico festante, caloroso e incuriosito, ma anche tra ostacoli ben più impegnativi di “Giochi senza frontiere”!

Innanzitutto, ho accolto l’invito con l’entusiasmo che mi contraddistingue di fronte a tutto ciò che è nuovo. Mi ha sempre attratto ciò che non conosco e che posso sperimentare, per sperimentarmi.

Ho pensato potesse essere una bella occasione da condividere con i miei atleti e dieci di loro hanno accettato la sfida! Dieci persone con età, preparazione fisica e obiettivi sportivi completamente diversi. Tutti, però, accomunati dalla voglia di stare insieme davanti al nuovo e di divertirsi.

Come sempre si sono fidati e affidati a me e per questo li ringrazio. Abbiamo preparato la gara con un percorso di allenamento già avviato e “plasmato” per l’occasione. Le infrastrutture di Como, dove ci alleniamo all’aperto tutto l’anno, sono diventate i nostri ostacoli. Corsa, salti, arrampicata in salita, calarsi a scendere, equilibrio. Nelle sedute di allenamento ho inserito tutto ciò che in gara gli avrebbe potuto far dire “questo ostacolo lo affronto così”.

Non solo una gara…

La Strongman Run non è solo una gara, ma è la festa di un’intera città. Il clima effervescente e goliardico lo si percepisce sin dal ritiro dei pettorali. Capita di trovarsi accanto Superman, Unicorni, i Flinstones, i sette nani, dinosauri, gladiatori. Affrontare in maschera venti chilometri di corsa e ostacoli rende la sfida ancora più bizzarra. Per il nostro gruppo era l’esordio in questo tipo di gare. I miei ragazzi hanno optato per qualche parrucca, una maglietta giallo fluo con la caricatura del mio viso e la scritta “Heroes on stage”. Si sono sentiti “eroi in fase di tirocinio”.

Dopo aver tagliato il traguardo ho visto il loro sorriso e la loro soddisfazione nell’avercela fatta. Tutti mi hanno detto: “Da cosa ci vestiamo il prossimo anno?”.

Lo sport è anche occasione di divertimento, fatica, sfida e condivisione. Con la corretta preparazione, il gruppo ha fatto e fa sempre la differenza. Questo vale sia se davanti c’è un sentiero di montagna, sia se c’è un ostacolo urbano o un lungo rettilineo asfaltato.

Foto LaPresse