Ri-apertura all’outdoor

Dopo due mesi di reclusione forzata è finalmente arrivato il momento in cui possiamo ritornare sui sentieri ad allenarci, ricorderemo il 4 maggio come la “ri-apertura all’outdoor”.

È inevitabile pensare alle gare e agli allenamenti in compagnia, ma per adesso possiamo soltanto rimandarli ed avere una disciplina ferrea, la stessa che serve proprio nelle competizioni che tanto ci mancano: è indispensabile allenarsi da soli, mantenendo le distanze di sicurezza e rispettare le indicazioni generali sanitarie.

Io personalmente sto apprezzando la natura ancora più di prima; in due mesi il bosco si è ripreso i suoi spazi e mi sembra tutto ancora più selvaggio e ricco, anche di fauna che ho incontrato in zone solitamente non frequentate. I rumori della natura sono così numerosi che sembra di essere in estate inoltrata, anziché in primavera, qualcosa è cambiato, forse qualcosa di importante, la natura è rinata.

Gli aspetti positivi della Fase 2

Di questa Fase 2 cerco di prendere gli aspetti positivi: in questo momento è più che mai fondamentale ascoltarsi e ripartire in modo graduale. Non è certo pensabile correre come prima da subito, per evitare conseguenze che possono andare dal semplice affaticamento a qualcosa di più serio come un infortunio. Questo perché abbiamo perso l’abitudine al “rimbalzo a terra”, tipico della corsa.

Per evitare problemi a ginocchia e schiena, per il primo mese, bisogna quindi ripartire lentamente, soprattutto in discesa, anche se si sa, il vento in faccia è puro senso di libertà, quello che tanto ci è mancato di vivere nei luoghi del cuore, come le montagne. “Superare i limiti” è ciò che mi spinge ogni giorno, quando mi alleno, ad inanellare chilometri su chilometri. Tuttavia, durante questi mesi, il concetto di “andare oltre” mi è spesso sembrato un miraggio e abbiamo dovuto allenarci tutti quanti tra le mura di casa. Il tutto fino a questo tanto atteso 4 maggio, che per molti è una data coincisa con una liberazione! Che sollievo poter ricominciare a sentire il fiato corto, le gambe che si induriscono durante le salite e l’aria che ci sbatte sul petto durante le discese. Sudare all’aperto è diverso dal farlo in casa, perché possiamo sentire le carezze della natura sulla pelle nuda. Che si tratti dell’umidità, del caldo del sole, del fresco dell’ombra, del ronzio degli insetti o della tanto sognata brezza della cima dei colli: tutto ciò per me ha sempre avuto il sapore di un dono e, ritrovarlo dopo mesi di astinenza, vale doppio, anzi, ha un valore inestimabile!

Abbiamo rinforzato per settimane la nostra muscolatura, rendendoci forse un po’ più pesanti, ma nel prosieguo della stagione tutto questo sarà un vantaggio per contrastare gli infortuni dovuti al “consumo” della muscolatura.

Seguendo l’accorgimento di una respirazione lenta e profonda, nel lungo periodo ne gioveranno anche i nostri polmoni, abituati da un po’ di settimane a respirare soltanto l’aria di casa.

Nuove modalità di corsa

Cosa è cambiato nella mia nuova “modalità di corsa”?

Io personalmente sto correndo all’ora di pranzo, per evitare l’occasione di incontrare persone. La possibilità di sperimentare un orario di corsa differente – di solito corro la mattina molto presto – mi consente di vedere come reagisce il mio corpo anche a questo cambiamento, in attesa di un’auspicabile Fase 3.

Come ho adattato l’alimentazione a questi nuovi orari?

Appena sveglio faccio un’abbondante colazione e durante l’allenamento porto con me UpLift di Juice Plus+, che include le vitamine essenziali del gruppo B da Mango, Guava e Limone e soprattutto la caffeina naturale dall’Erba Mate.

UpLift di Juice Plus+ mi fornisce l’energia necessaria per tutto l’allenamento, mi aiuta a concentrarmi e a restare attento, riducendo la stanchezza e l’affaticamento.

Quando rientro dall’allenamento reintegro con un pasto completo e mi godo il meritato riposo. E voi, come state “Superando i vostri limiti” in questo periodo?

Buona corsa a tutti!